Nessuna parola di perdono verso gli studenti contestatori.

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Nessuna parola di perdono verso gli studenti contestatori.

Messaggio  Admin il Mer Gen 16, 2008 10:16 pm

16/01/2008

CITTA' DEL VATICANO - Tifo da stadio per Benedetto XVI oggi all’udienza generale. Nell’Aula Nervi in Vaticano, i giovani universitari di Comunione e Liberazione con un grande striscione hanno scandito la parola “libertà” e gridato: "La Sapienza è con te". Un gesto di solidarietà al papa che ha risposto con un sorriso e una frase: "Grazie per la vostra presenza e la vostra simpatia, allora andiamo avanti insieme”. E ha aggiunto, rasserenato: un “saluto particolare saluto ai giovani universitari presenti”.

Il Cardinale vicario Camillo Ruini ha oggi invitato tutti i fedeli e i cittadini romani ad una manifestazione riparatoria e di solidarietà con Benedetto XVI, una sorta di "Papa-day" dopo l'"oltraggio" subito da Ratzinger ad opera dei contestatori anti-pontifici dell'Università La Sapienza. Appuntamento per le 12:00 di domenica 20 gennaio in piazza San Pietro per la preghiera dell'Angelus. L'iniziativa del porporato ha già raccolto l'adesione di partiti politici, da Forza Italia ad Alleanza Nazionale, ed ha catalizzato l'entusiasmo di movimenti e organizzazioni cattoliche, tra cui quel Forum delle Famiglie, che il 12 maggio a San Giovanni radunò centinaia di migliaia di persone. Anche se il vicariato parla sopratutto di una manifestazione di "amore e gratitudine" verso il Papa, dopo una vicenda "che colpisce dolorosamente tutta la città di Roma", è probabile che ciò si trasformi in una prova di forza della mobilitazione cattolica contro le "ristrettezze dell'ideologia", come le ha definite Ruini. Stavolta la Chiesa non ha aspettato o voluto che fossero altri a cavalcare l'ondata dell'indignazione provocata dalla mancata visita del Papa nell'Ateno romano. Ha agito in prima persona.

Nella mattinata, mentre il Papa si affacciava per l'udienza generale nell'Aula Nervi, il porporato ha diffuso il suo comunicato per indire il raduno di domenica. "La Chiesa di Roma - ha scritto il porporato - esprime la sua filiale e totale vicinanza al proprio vescovo , il Papa, e dà voce a quell'amore, a quella fiducia, a quell'ammirazione e gratitudine per Benedetto XVI che è nel cuore del popolo di Roma". "Per consentire a tutti di manifestare questi sentimenti - ha argomentato - invito i fedeli, ma anche tutti i romani, ad essere presenti in piazza San Pietro per la recita dell'Angelus di domenica prossima 20 gennaio. Sarà un gesto di affetto e di serenità, sarà espressione della gioia che proviamo nell'avere Benedetto XVI come nostro Vescovo e come nostro Papa". Poi, al Tg2, il porporato ha attaccato a testa bassa i contestatori della Sapienza.

"E' stata una vicenda triste e anche in fondo banale, perché non c'era nessun motivo per ostacolare la visita del Papa", ha detto. "Gli studenti mi hanno fatto veramente tristezza - ha aggiunto - Li ho sentiti anche in televisione dopo l'annuncio, l'esultanza, e pensavo: questi giovani, purtroppo, non hanno senso della realtà e sono fermi almeno a 40 anni fa, come se adesso, nel 2008, vivessimo la stagione del '68''. "Penso il contrario - ha affermato -, il Tevere non è mai diventato realmente più largo, diventa più largo nelle immagini pubbliche ma non nel sentimento della gente". E così, l'iniziativa di domenica servirà anche a dimostrare, secondo Ruini , che a Roma vive "un popolo solo". Il messaggio del cardinale vicario è stato subito recepito: "andremo all'Angelus", hanno promesso i dirigenti di An, Gasparri, la Russa e Ronchi; anche il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini si è unito all'iniziativa, come pure gli studenti di Forza Italia, e la fondazione Magna Charta; poi a pioggia sono arrivate le adesioni dell'associazionismo cattolico: da "Rinnovamento nello Spirito" a "Scienza e Vita", dal Movimento Cristiani Lavoratori al Forum delle Famiglie.

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Affetto solo per lo sostiene Ratzinger non si smentisce!

Messaggio  giacomo il Sab Gen 26, 2008 10:44 am

20/01/2008


Affetto solo per chi lo sostiene! Ratzinger non si smentisce!

CITTA' DEL VATICANO La stampa vaticana rende noto che sono circa 200mila le persone che assistono all’Angelus del Papa di oggi, tra piazza San Pietro e le zone limitrofe. Uno scroscio di applausi, coretti e urla ha accolto il Papa, che a mezzogiorno si è affacciato alla finestra del suo studio, su piazza San Pietro, per l’Angelus al quale parlerà dell’annullamento della visita alla Sapienza. La piazza è colma di fedeli, pellegrini, attivisti cattolici e politici. «Il clima che si era creato ha reso inopportuna la mia visita alla Sapienza». È quanto ha detto questa mattina il Papa con riferimento alla mancata visita al primo ateneo romano. Il Pontefice ha ringraziato gli studenti che gli hanno espresso la loro solidarietà. «Desidero anzitutto salutare i giovani universitari - ha detto Benedetto XVI subito dopo la preghiera dell’Angelus rivolgendosi alle migliaia di persone che lo ascoltavano - i professori e voi tutti che siete venuti oggi così numerosi in Piazza San Pietro per partecipare alla preghiera dell’Angelus e per esprimermi la vostra solidarietà; un pensiero di saluto va anche ai molti altri che si uniscono a noi spiritualmente». «Vi ringrazio di cuore, cari amici - ha aggiunto Ratzinger - Ringrazio il cardinale Vicario che si è fatto promotore di questo momento di incontro. Come sapete, avevo accolto molto volentieri il cortese invito che mi era stato rivolto ad intervenire giovedì scorso all’inaugurazione dell’anno accademico della Sapienza - Università di Roma». «Conosco bene questo Ateneo - ha osservato il Pontefice - lo stimo e sono affezionato agli studenti che lo frequentano: ogni anno in più occasioni molti di essi vengono ad incontrarmi in Vaticano, insieme ai colleghi delle altre Università. Purtroppo, com’è noto, il clima che si era creato ha reso inopportuna la mia presenza alla cerimonia. Ho soprasseduto mio malgrado, ma ho voluto comunque inviare il testo da me preparato per l’occasione. All’ambiente universitario, che per lunghi anni è stato il mio mondo, mi legano l’amore per la ricerca della verità, per il confronto, per il dialogo franco e rispettoso delle reciproche posizioni». «Come professore, per così dire, emerito, che ha incontrato tanti studenti nella sua vita - ha detto il Papa dopo l’Angelus - vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e responsabile, la verità e il bene». «A tutti e a ciascuno - ha concluso - rinnovo l’espressione della mia gratitudine, assicurando il mio affetto e la mia preghiera». Salutando poi i partecipanti alla Giornata della scuola cattolica, papa Ratzinger li ha incoraggiati «nonostante - ha detto - le difficoltà che incontrate». «È bello vedere questa comune fraternità della fede, grazie». Il Papa ha ringraziato, fuori discorso, i presenti in piazza San Pietro che lo hanno interrotto con applausi mentre riepilogava la vicenda della sua mancata visita alla Sapienza. A più riprese Benedetto XVI è stato interrotto da applausi e dall’entusiasmo dei presenti. «Essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e ricercare, con spirito libero e responsabile, la verità e il bene». Questo raccomanda Benedetto XVI ai tantissimi giovani che si sono radunati questa mattina in piazza San Pietro.

ECCO AL CONTRARIO COME LA PENSAVA GESU':
Luca - Capitolo 15
Le tre parabole della misericordia
[1]Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. [2]I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». [3]Allora egli disse loro questa parabola:
La pecora perduta
[4]«Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? [5]Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, [6]va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta. [7]Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.
La dramma perduta
[8]O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? [9]E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta. [10]Così, vi dico, c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
Il figlio perduto e il figlio fedele: "il figlio prodigo"
[11]Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. [12]Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. [13]Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. [14]Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. [15]Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. [16]Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. [17]Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! [18]Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; [19]non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. [20]Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. [21]Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. [22]Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. [23]Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, [24]perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. [25]Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; [26]chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. [27]Il servo gli rispose: E' tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. [28]Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. [29]Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. [30]Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. [31]Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; [32]ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato». Lc 15, 1-32

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